Circe, una dea contemporanea
Teatro Affratellamento
Firenze,Via Giampaolo Orsini, 73
50126
Italia
Tecnologia Filosofica APS

Organizador

Ilaria Drago

Circe, una dea contemporanea

Circe, donna e Dea Bianca, accoglie i suoi ospiti invitandoli a fare un viaggio attraverso la radura della propria interiorità per giocare insieme a guardare i fondi delle bottiglie.
Tipo de entrada Ventas terminadas Precio Cantidad
Tipo de entrada: INTERO Ventas terminadas: 22/04/2026 21:00 Precio: 18,00 Cantidad:
Tipo de entrada: RIDUZIONE Under 18 - Over 75 Ventas terminadas: 22/04/2026 21:00 Precio: 14,00 Cantidad:

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Detalles del Evento

Giovedì 23 aprile 2026 - ore 21,00 - Teatro Affratellamento, Via Giampaolo Orsini, 73, 50126 Firenze FI

CIRCE, UNA DEA CONTEMPORANEA
Scritto, diretto e interpretato da Ilaria Drago
Musiche originali, Stefano Scatozza
Disegno luci, Max Mugnai
Organizzazione, Sara Papini

Produzione Tecnologia Filosofica APS e Fondazione Armunia Castello Pasquini

Circe, donna e Dea Bianca (per citare Robert Graves) accoglie i suoi ospiti invitandoli a fare un viaggio attraverso la radura della propria interiorità per giocare insieme a guardare i fondi delle bottiglie: maga sapiente della metamorfosi, ella è testimone e mostra lo spaccato di una società che non fa che seminare odio, paura e violenza dimenticandosi di nutrire la Bellezza e ciò che di prezioso invece risiede nell'essere umano. Un mondo alla deriva, svuotato di senso. Attraverso continue mutazioni sceniche, con un linguaggio che spazia fra il grottesco e il poetico, la parodia, il canto, la danza sghemba e delicata, la vocalità vibrante di Dea dalla voce umana e terribile, Circe racconta di sé e mostra la necessità di togliere i veli delle illusioni per tracciare nuovi sguardi senza fili spinati e geografie di incontri differenti.

Circe non è quindi la maga cattiva del poema omerico che muta in porco ogni essere umano abbia la ventura di arrivare nell'isola di Eea e che solo la spada di Ulisse può piegare, ma è un sapiente femminile, liberato da stereotipi e cliché che risorge da ceneri di infinite narrazioni distorte. Un femminile che riesce a riunire tutte le donne senza più confini cucendo un filo rosso tra echi della Sardegna, i gesti delle donne iraniane, le madri di Plaza De Mayo, le bambine in fondo al mare...

Per qualcosa che un domani possa dirsi davvero Civiltà!