ARCANGELO – Franco Ferrante / CRITA: Festival delle arti
Masseria L'Astore
Cutrofiano,Via Giuseppe di Vittorio, 1
73020
Italia
Ventinovenove

Organizador

Franco Ferrante

ARCANGELO – Franco Ferrante / CRITA: Festival delle arti

8 agosto 2020 - 21:30
Ventas terminadas a las 07/08/2020 - 20:30
Attore di razza, per Franco Ferrante. Arcangelo è l’occasione di un padre attore, che coglie un momento particolare della sua vita - la patologia agli occhi di suo figlio - per dar sfogo al suo narcisismo; una serie di aneddoti della sua vita.
Le prenotazioni sono terminate. Ci spiace tanto..

Detalles del Evento

Terzo appuntamento di CRITA - Festival delle Arti.
Nella suggestiva Masseria L'Astore a Cutrofiano va in scena Franco Ferrante con il suo ARCANGELO

8 Agosto 2020
Masseria L'Astore - Cutrofiano
Inizio Spettacolo Ore 21.30
Apertura Sala a partire dalle 20.30

Ingresso Gratuito su Prenotazione obbligatoria
Posto a sedere Unico

Per informazioni:
mail: [email protected]
cell: 3286060955 / 3395745559 / 3293345515

Si chiede la massima puntualità e di portare con sè una mascherina.

L'evento rientra nella programmazione del Progetto DAIMON*20 a cura della Cooperativa Ventinovenove con il patrocinio del Distretto Puglia Creativa e Legacooo Puglia

Info sullo spettacolo

Arcangelo non è semplicemente uno spettacolo, piuttosto è una scialuppa. Il linguaggio teatrale diventa strumento per l’attore e l’uomo Franco Ferrante per decifrare e spiegare, ai fini di una rappresentazione da condividere, la condizione umana attuale e comune di chi – un padre, nel caso specifico – si trova a dover fronteggiare la malattia (un disturbo invalidante della vista) di un figlio.
Ciascuno risponde con i mezzi che ha e che sa maneggiare. Franco Ferrante lo fa portando sulla scena unastoria di vita che attraversa tanto la realtà, quanto la finzione e che rimette tutto inevitabilmente in discussione.
La finzione però, questa volta, non è quella del teatro, ma di una vita quotidiana condotta sempre sul doppio binario della realtà tangibile e di quella aumentata e virtuale dei social. La malattia riporta tutto ad un livello zero.
Il narcisismo e l’egocentrismo di un uomo e di un padre ossessionato dai social si ridimensionano di fronte a un problema più grande e più insormontabile, proprio perché spudoratamente reale.
Da certe verità non si torna indietro e dolori così profondi ammantano tutto di una luce più forte, più bianca e accecante come quella degli ospedali. Tutto ritorna sotto la dovuta luce, tutto si ridimensiona, tutto è più chiaro. Soprattutto il dolore, quello vero, che non si può raccontare e che non sta sulle bacheche Fb. Ma si può far vedere, in scena e condividere nel qui e ora del teatro, nella conversazione intima con un pubblico vero, presente e vicino.
Nessuna sovrastruttura, nessun abito di scena, nessuna maschera. Franco Ferrante in scena è un attore ‘nudo’, non finge ma (ri)vive la sua storia – tra aneddoti divertenti e momenti di grande commozione - per costruire link reali e umani con chiunque ne trovi, nella sua, un’eco della propria.
Eccola allora la scialuppa di salvataggio: raccontare una vita affinché un’altra possa riconoscersi e tirare un sospiro di sollievo. Per sentirsi meno soli e ancora vivi.

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