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I temi della vita, della morte, della nascita, dell’età, della paura e della ricerca si intrecciano in un percorso geniale, seppur tormentato, che uno straordinario artista del nostro tempo, Steve Lacy (1934–2004), ha distillato in tutte le sue Art Songs. Si tratta di “canzoni” in senso lato, avvicinabili più ai madrigali che ai cosiddetti standard jazzistici.
Il legame profondo tra il sassofonista e compositore statunitense, la letteratura e il teatro, si è espresso in un corpus che ha incrociato i testi di Judith Malina del Living Theatre, dei dissidenti russi Anna Akhmatova, Osip Mandel’štam, Marina Cvetaeva, e della scrittrice, fisica, umanista e attivista bengalo-svedese Taslima Nasrin, tra gli altri. Ne sono nate raccolte quali Packet, Rushes, The Cry, Artemis e Puppies, che rappresentano un patrimonio straordinario di fusione tra musica e letteratura: un percorso unico di codificazione del testo attraverso la notazione tematica e gli sviluppi creativi nati dal linguaggio improvvisativo.
Songs from different wolrds trae origine proprio da questo materiale, interpretato e rilanciato come un immaginario copione teatrale. La voce di Gianna Montecalvo, anello di congiunzione ideale tra vocalità lirica, dizione contemporanea e sensibilità jazzistica; il sax di Roberto Ottaviano, già discepolo di Steve Lacy e portatore di un’inevitabile nuance mediterranea; e il pianismo centrato e funambolico di Alexander Hawkins, restituiscono questi materiali con una narrazione nuova, a tratti inedita, e certo oggi dimenticata.
Gianna Montecalvo - voce
Roberto Ottaviano - saxofono
Alexander Hawkins - pianoforte
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