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Quella di Pinocchio è una storia intramontabile, scritta da Carlo Collodi nel lontano 1883, le cui numerose interpretazioni si sono susseguite nel tempo. Nonostante ciò, conserva ancora oggi valori universali come l’altruismo, la lealtà e la ricerca dell’autenticità al di là delle convenzioni.
Il burattino di legno che diventa bambino simboleggia il percorso interiore che ogni essere umano è chiamato a compiere, in un’ottica di trasformazione e completezza.
Un viaggio fatto di ostacoli, personaggi bizzarri e amare scoperte, ma anche di magico stupore e vittorie. Perché quando “si va con il cuore, anche se è un cuore di legno”, è l’amore che vince su tutto.
Pinocchio non ha età: continua a parlare ai cuori di grandi e piccoli, perché non è solo un burattino, ma un bambino perennemente in lotta per diventare “vero”, come tutti gli altri, in carne e ossa. È il simbolo della contrapposizione tra verità e menzogna, tra realtà e magia, tra buoni sentimenti e trappole, tra luoghi di educazione e i fantasmagorici Paesi dei Balocchi, dove si finisce per essere trasformati in ciuchi.
Pinocchio è un burattino che interroga bambini e adulti: nella realtà che viviamo, spesso sfuggente e talvolta mascherata, è facile calarsi nei suoi panni per sfuggire alla verità. E allora è lecito domandarsi: “Ma quale Pinocchio siamo?” e “Cosa possiamo fare per migliorare?”
Pinocchio – Il grande musical ha debuttato nel 2003, sotto la guida di Manuel Frattini-Pinocchio, che ricordiamo con tanto affetto. Quella che proponiamo noi è una versione amatoriale su licenza di Compagnia della Rancia, basata su uno spettacolo di e con la regia originale di Saverio Marconi, musiche di Dodi Battaglia, Red Canzian e Roby Facchinetti, liriche di Stefano D’Orazio e Valerio Negrini, testo di Pierluigi Ronchetti e Saverio Marconi.
È un’esperienza travolgente che emoziona, diverte e sorprende, grazie a una messa in scena spettacolare e a brani potenti che risuonano nell’anima, lasciando un segno indelebile nel cuore di ogni spettatore.