Il conte d’Almaviva, innamorato della bella Rosina, sfida la sorveglianza del suo gelosissimo
tutore Don Bartolo: per conquistare lei rifiuta il titolo e si presenta come Lindoro, uno studente.
Con l’aiuto scaltro di Figaro e fra travestimenti, messaggi segreti e calunnie orchestrate da Don
Basilio, gli innamorati tessono un piano di fuga che, fra equivoci e colpi di scena, si risolve in un
abbraccio finale tra verità rivelata e allegra vendetta sui pretesti del potere.
La messa in spazio di FuoriOpera trasforma quest’intrigo rossiniano in un “teatrino di stoffa”:
scena multicolor, corpi che entrano e escono, e giochi teatrali che sottolineano l’ironia e la
leggerezza della partitura. Figaro diventa motore comico e regista sul palco, i travestimenti si
fanno gag visiva, e la musica – vivace, acuta, contagiosa – guida lo spettacolo con il suo ritmo
inesorabile.
Il barbiere qui non è soltanto opera da ascoltare ma esperienza da vivere: un allestimento che
porta l’allegria di Rossini fuori dal palcoscenico tradizionale e la condivide con il pubblico,
coinvolgendolo nel gioco e nella festa fino all’ultimo sorriso.