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Event details
1. SINOSSI
“Hedonism Under a Spell – Il piacere come condanna” è una produzione di danza contemporanea e physical theatre liberamente ispirata a “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde.
Dorian è un giovane affascinante che, sedotto dalla promessa di un’eterna giovinezza, trasforma la propria esistenza in una continua ricerca del piacere, della bellezza e dell’approvazione altrui. Il desiderio di conservare un’immagine perfetta diventa progressivamente un’ossessione, conducendolo verso la perdita della propria identità e l’autodistruzione.
La figura di Dorian viene trasportata in una dimensione contemporanea, nella quale il culto dell’apparenza, la pressione sociale e la costruzione di un’identità artificiale diventano strumenti di controllo e condanna.
Il corpo dei danzatori racconta il conflitto tra ciò che viene mostrato e ciò che viene nascosto, tra il fascino esteriore e la corruzione interiore. La scena si trasforma così in uno spazio mentale, popolato da desideri, presenze, ricordi e immagini deformate.
Lo specchio non rappresenta soltanto il riflesso fisico del protagonista, ma diventa il simbolo della verità che Dorian tenta continuamente di evitare. Ogni scelta, ogni eccesso e ogni relazione lasciano una traccia invisibile, fino al momento in cui l’immagine costruita non riesce più a contenere la realtà.
Attraverso un linguaggio coreografico fisico, teatrale e visivamente gotico, lo spettacolo affronta temi universali e fortemente attuali: il rapporto con la propria immagine, il bisogno di essere desiderati, la paura del tempo, la ricerca del piacere e il prezzo da pagare per la negazione di sé.
1. NOTA D’AUTRICE
Dorian rappresenta l’essere umano nel momento in cui smette di vivere per iniziare a costruire un’immagine di sé.
Il suo desiderio non è soltanto quello di rimanere giovane, ma quello di continuare a essere osservato, ammirato e desiderato. È un bisogno profondamente contemporaneo, alimentato dalla paura di non essere abbastanza e dalla necessità di mostrare una versione perfetta della propria esistenza.
In questa produzione il ritratto lascia spazio allo specchio: un oggetto reale, diretto e inevitabile. Lo specchio non conserva soltanto la colpa, ma costringe il protagonista a confrontarsi con ciò che è diventato.
La coreografia nasce dal contrasto tra eleganza e violenza, controllo e abbandono, desiderio e dipendenza. I corpi diventano parte della coscienza di Dorian, lo attraggono, lo celebrano, lo manipolano e infine lo costringono a guardarsi.
Lo spettacolo non vuole raccontare semplicemente la caduta di un uomo, ma interrogarsi sul confine tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di mostrare.
Barbara Alicandro
1. LINGUAGGIO SCENICO E COREOGRAFICO
Lo spettacolo unisce danza contemporanea, physical theatre e composizione teatrale.
La scena richiama un immaginario vittoriano, gotico e decadente, reinterpretato attraverso un linguaggio moderno. Gli elementi scenografici, le luci, i costumi e gli oggetti presenti in scena contribuiscono alla costruzione del mondo interiore di Dorian.
Il movimento alterna momenti di estrema eleganza a sequenze più fisiche, istintive e deformate. Le relazioni tra i danzatori rappresentano il desiderio, la pressione sociale, l’adorazione, la manipolazione e il progressivo isolamento del protagonista.
1. CAST
Jacopo D’Avino
Annalucia Fortino
Diana Mariana Ojog
Emma Scacchi
Tiago Guarino
Simona Serpico
Benedetta Squillante
Gabriele Di Gesù
Francesco Saverio Fisco
Angelo Romanini