Diario Performativo:pratiche della trilogia
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01017
Italy

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Alessandra Cristiani

Diario Performativo:pratiche della trilogia

25 September 2021 - 15:00
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La Trilogia nasce dal desiderio covato nel tempo di una formazione artistica, di dare luce alla propria natura corporea indagandola nei suoi aspetti più sfuggenti, interroganti e nascosti.

Event details

La Trilogia nasce dal desiderio covato nel tempo di una formazione artistica, di dare luce alla propria natura corporea indagandola nei suoi aspetti più sfuggenti, interroganti e nascosti.
Ha osato avvicinarsi all’opera rinnovatrice nel campo dell’arte iconografica, di tre autori dei secoli scorsi: Egon Schiele, Francis Bacon, Auguste Rodin, proponendo un percorso creativo che non parte dal rivisitare gli artisti in linea cronologia e storica, quanto piuttosto dal seguire un’altra mappatura sensibile ed empirica fatta di impressioni, urgenze, disorientamenti, attrazioni.
Il progetto che ha come nodo cruciale la questione del corpo nell’epoca contemporanea e la carnalità del corpo scenico, ha tentato di sbrogliare la grande e oscura fascinazione ricevuta e subita al cospetto delle opere, del pensiero, delle poetiche dei tre artisti. L’approfondimento dell’incontro tra il corpo e l’immagine -una immagine data, creata, restituita- ha messo in campo esercizi conoscitivi del corpo provenienti da diverse ideologie e tradizioni e esplorato, intrecciato strategie di creazione tra i moti performativi e i processi di stampa fotografica.

Di recente il lavoro Il corpo e l’immagine, studio performativo da Egon Schiele, ha creato un’occasione ulteriore per fiutare altre linee sensibili e sotterranee, che possano far emergere alleanze possibili tra l’immagine moltiplicata e l’atto corporeo nell’istante dell’azione performativa.

Mentre i disegni di Schiele agiscono sul corpo-che la performer definisce in questo progetto “il rifugio che ci inquieta”- e alimentano la sua danza, la fotografia traduce di nuovo il corpo in immagine, e stratifica sulla sua superficie la memoria di altre immagini, e di altri corpi. Le fotografie digitali realizzate da Alberto Canu riprendono fasi di lavoro, prove e performance, momenti di esercizio sull’anatomia dei disegni di Schiele; le stampe in tecniche antiche di Samantha Marenzi restituiscono a quegli stessi scatti la dimensione tattile e materica dell’immagine manuale, dove nella trama della carta si intesse il corpo danzante. La tecnica utilizzata per le stame artigianali è la cianotipia virata al tè.


BIOGRAFIA
Alessandra Cristiani, performer e danzatrice lavora come solista e stabilmente nella compagnia Habillè d’eau.
Formatasi nel Teatro di ricerca dal 1996 esplora il pensiero e la pratica dell’Ankoku Butō creando con il gruppo Lios la Rassegna internazionale di danza butō Trasform’azioni (2001-2010). Vince nel 1997 il Premio Excelsior come migliore attrice per il cortometraggio La foto, regia Sara Masi; nel 2008 Scenari Indipendenti con il progetto La fisica dell’anima. Francesca Stern Woodman. Negli anni 2011-2013 è coreografa in residenza per L’Accademia Filarmonica di Roma, inserendo performance in natura all’interno del Festival Iternazionale della danza, Teatro Olimpico, Roma. Nel 2018 riceve la Nomination come migliore attrice o performer per i lavori Clorofilla e Euforia, spettacolo Habillè d’eau con il quale la compagnia si aggiudica il Premio Ubu per il miglior spettacolo di danza.