È nelle colline bruciate dal sole della terra del vulcano che ardono le passioni, gli amori, gli
sdegni gli abbandoni e le conquiste, amore di carne e sangue che nel sangue si consuma, rosso
come la cirasa… Santuzza soffre per un amore travagliato, l’amore per il suo Turiddu. Il giovane
parte soldato, ma al suo ritorno si riaccende la passione per Lola, la donna che Turiddu ha
sempre desiderato, ormai sposata con Alfio. Lola non rifiuta l’amore per Turiddu e i due si
incontrano di nascosto. Santuzza sa di quei furtivi incontri e vuole Turiddu tutto per sé, egli nega
ed è qui che Santuzza grida il suo amore dapprima a mamma Lucia, madre di Turiddu poi ad
Alfio che offeso lo sfida a duello... gli eventi precipitano, i due uomini si sfidano secondo leggi
non scritte di un codice d’onore... Turiddu soccombe lasciando Santuzza sola nel suo dolore.
Tutta la vicenda è narrata da Cola, anima pura del paese, la voce dell’innocenza che con
“amurusanza” guida lo spettatore invitandolo all’attenzione nei confronti di un racconto di vita
dei campi in cui le passioni umane non sono soltanto lo sfondo delle fatiche quotidiane, ma vera
essenza che scandiscono un’esistenza semplice fatta di piccoli gesti e definitive risoluzioni.
Az. Agricola IL FRANTOIO, 56010 Vicopisano, Via San Iacopo
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