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La cosa più eccitante, per Lampus, è andare a cercare il talento ascoltando le voci dei musicisti, degli addetti ai lavori… insomma, non sbirciando le locandine dei festival più famosi ma muovendosi dietro le quinte, ascoltando le voci di chi ne sa di più!
Proprio nell’ambiente dei musicisti e dei cultori del jazz, parlando di tromba, salta spesso un nome: Giovanni!
Giovanni Amato, uno di quei musicisti il cui valore si riconosce nell’ascolto per un colore tutto suo.
Un suono personale, una presenza musicale che attraversa il linguaggio del jazz con naturalezza e profondità.
Non tutti i percorsi, del resto, mettono al primo posto i riflettori passano del palco.
Ci sono musicisti che dedicano più tempo alla ricerca, allo studio, all’insegnamento, all’insegnamento, costruendo nel tempo una voce solida e riconoscibile, anche lontano dai riflettori.
Spesso è proprio lì che si forma una qualità più profonda, meno esposta ma più duratura.
A Leuca Giovanni arriva con “Trumpet Legacy”, un progetto che mette al centro la tromba come voce, racconto, identità.
Accanto a lui, Antonio Scannapieco, suo allievo e tra le voci più interessanti della nuova generazione, recentemente vincitore assoluto dell’edizione 2025 del Premio Massimo Urbani.
Non un passaggio di testimone, ma un incontro reale: due trombe, due sensibilità, un dialogo che prende forma nel suono.
A completare il quartetto:
Michele Di Martino – pianoforte
Tommaso Scannapieco – contrabbasso Angelo Gregorio – batteria.
Un ensemble solido, capace di muoversi con naturalezza tra tradizione e presente.
“Trumpet Legacy” è un concerto da ascoltare davvero.
Senza effetti, senza scorciatoie. Solo musica, suono e relazione.