Event details
La cosa più eccitante, per Lampus, è andare a cercare il talento ascoltando le voci dei musicisti, degli addetti ai lavori…
insomma, muovendosi dietro le quinte, lontano dai riflettori, negli angoli più nascosti.
Nell’ambiente dei musicisti e dei cultori del jazz, parlando di tromba, spesso basta un nome: Giovanni.
E ci si riferisce a lui.
Giovanni Amato è uno di quei musicisti che non hanno bisogno di essere annunciati: il suo valore si riconosce nell’ascolto. Un suono personale, una presenza musicale che attraversa il linguaggio del jazz con naturalezza e profondità.
Non tutti i percorsi, del resto, passano dal centro del palco.
Ci sono musicisti che dedicano più tempo alla ricerca, allo studio, all’insegnamento, costruendo nel tempo una voce solida e riconoscibile, anche lontano dai riflettori. Ed è spesso proprio lì che si forma una qualità più profonda, meno esposta ma più duratura.
A Leuca arriva con “Trumpet Legacy”, un progetto che mette al centro la tromba come voce, racconto, identità.
Accanto a lui, Antonio Scannapieco, suo allievo e tra le voci più interessanti della nuova generazione, recentemente premiato al Premio Massimo Urbani. Non un passaggio di testimone, ma un incontro reale: due trombe, due sensibilità, un dialogo che prende forma nel suono.
A completare il quartetto:
Michele Di Martino – pianoforte
Tommaso Scannapieco – contrabbasso
Angelo Gregorio – batteria
Un ensemble solido, capace di muoversi con naturalezza tra tradizione e presente.
“Trumpet Legacy” è un concerto da ascoltare davvero.
Senza effetti, senza scorciatoie. Solo musica, suono e relazione.