COME UNA SPECIE DI VERTIGINE – MARIO PERROTTA – 23 giu Mirano – Scene di Paglia
Corte di Villa Errera
Mirano,Via Bastia Fuori 45/A
30035
Italy
Farmacia Zooè

Organizer

Mario Perrotta

COME UNA SPECIE DI VERTIGINE – MARIO PERROTTA – 23 giu Mirano – Scene di Paglia

23 June 2023 - 21:15
Online sales ended
Un’indagine sulle opere di Calvino, con in mente una parola: libertà. In scena la voce interiore di un uomo. Tra gli abitanti dei romanzi dello scrittore è quello meno libero: un corpo, una lingua e una mente che non rispondono all'urgenza di dire e agire.
Le vendite online sono terminate, saranno disponibili dei biglietti acquistabili in loco la sera dello spettacolo in caso di beltempo. Per info e prenotazioni scrivete a info@farmaciazooe.com

Event details

COME UNA VERTIGINE
Il nano, Calvino, la libertà

| Prima regionale |

scritto, diretto e interpretato da Mario Perrotta
collaborazione alla regia Paola Roscioli
mashup e musiche originali Marco Mantovani e Mario Perrotta
Produzione Permàr - Compagnia Mario Perrotta
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
con il sostegno di Regione Emilia Romagna, Comune di Medicina
in collaborazione con Teatro Asioli di Correggio, Duel

co-organizzatore Farmacia Zooè
Festival ROTTE CONTRARIE - SCENE DI PAGLIA

In scena un uomo, o meglio, la sua voce interiore. È la sua anima che fa spettacolo. Tra i tanti abitanti delle pagine dei romanzi di Calvino, è quello meno libero: ha un corpo, una lingua e una mente che non rispondono alla sua urgenza di dire, di agire.
Oggi e solo oggi, però, ha deciso di fare spettacolo della sua esistenza, dei suoi pensieri, dei sentimenti che lo agitano. Lui, inchiodato com’è a una croce che non ha voluto, ha deciso di prendersi un’ora d’aria, un’ora e poco più di libertà. E la cerca, la libertà, tra le pagine delle opere del “signor Calvino Italo”, la racconta come sa e come può, la trasforma in versi, in musica, in parabole e collegamenti iperbolici tra un romanzo e l’altro, in canzoni-teatro sarcastiche e frenetiche e improvvisi minuetti intimi, “scalvinando” quelle opere a suo uso e consumo.
Il tutto mentre accanto scorre, amaramente ironica, la sua personalissima storia d’amore, una storia impossibile per quel corpo e quella lingua incapaci di parlare.

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