Event details
STRANGE PIANOS
JACOPO MAZZONELLI
ELEONORA WEGHER
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PHILIPP GLASS Etude n° 2 (celesta & dulcitone)
(1937-)
JEAN SIBELIUS Carillon (celesta & dulcitone)
(1865-1957)
MAURICE RAVEL Valse (celesta & dulcitone)
(1875-1937)
MARC-ANDRÉ HAMELIN Music Box (glockenspiel)
(1961-)
JOHN CAGE A Room (Michelsonne toy piano)
(1912-1992)
NINO ROTA Lullaby (glockenspiel)
(1911-1979)
ALFRED SCHNITTKE Melody (Michelsonne toy piano)
(1934-1998)
CHICK COREA Children Song n° 3 (glockenspiel)
(1941-2021)
BÉLA BARTÓK Bulgarian Rhythm (2 Michelsonne toy pianos)
(1881-1945)
SOFIA GUBAIDULINA Musical Toys (Schoenhut mini piano)
(1931-2025)
NINO ROTA La poupée automate (dulcitone)
DMITRI SHOSTAKOVICH Fantastic Dance (celesta)
(1906-1975)
KARLHEINZ ESSL Kalimba (Schoenhut mini piano)
(1960-)
PHILIPP GLASS Modern Love Waltz (Schoenhut & Kawai mini pianos)
IGOR STRAVINSKY Lullaby – Firebird (celesta & dulcitone)
(1882-1971)
ARVO PÄRT Für Alina (celesta & dulcitone)
(1935-)
BÉLA BARTÓK Bagatella op. 6 n° 3 (typatune)
GYÖRGY LIGETI Musica Ricercata n° 1 (typatune)
(1923-2006)
STEVE REICH Clapping Music (digitorium)
(1936-)
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STRANGE PIANOS è un progetto performativo nato dalla collaborazione tra l’artista visivo e musicista Jacopo Mazzonelli e la pianista Eleonora Wegher. Il lavoro si concentra sull’esplorazione delle possibilità timbriche di strumenti a tastiera rari ed inconsueti, appartenenti all’ampia famiglia delle percussioni a tastiera, che gli artisti selezionano, restaurano e conservano come parte integrante della propria ricerca. L’indagine si sviluppa al crocevia tra pratica musicale, performance, ricerca organologica e composizione scenica, in un dialogo continuo tra suono e visione. Gli strumenti utilizzati – toy pianos, celesta, dulcitone, keyboard glockenspiel, typatune, digitorium – si trasformano in estensioni corporee e sceniche del gesto musicale, rivelando una drammaturgia fisica e intima del suonare. Strange Pianos affronta inoltre una riflessione critica sullo strumento musicale come oggetto simbolico, affettivo e culturale, sottolineando la sua fragilità e la necessità di una cura continua, tanto nella manutenzione meccanica quanto nell’approfondimento della sua struttura storica e sonora. Progetto in continua evoluzione, sia sul piano performativo che collezionistico, Strange Pianos si è sviluppato in contesti multidisciplinari che includono musei, gallerie e festival, fra cui si ricordano: Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna; Rossini Art Site, Briosco; Teatro della Triennale, Milano; Università di Verona; Oggetti Specifici, Torino; MART di Rovereto, Società Filarmonica di Trento, BAW - Bolzano Art Week, Fondazione Cariverona.
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