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Event details
di Harold Pinter
con Stefano Angelucci Marino e Roberto Galano
regia e interpretazione Roberto Galano e Stefano Angelucci Marino
costumi Vize Ruffo - scenografia Cristiano Russo
coproduzione Teatro del Sangro – Centro di Produzione Teatrale/Green Factory
in collaborazione con il Teatro dei Limoni
"Il Calapranzi”, scritto da Harold Pinter nel 1957, fa parte della prima stagione drammaturgica dell’autore, dove quasi tutte le opere sono metafora di un solo meccanismo, quello della violenza: violenza sotterranea, quasi impalpabile, ma che manifesta con scatti improvvisi tutta la sua furia oppressiva. Due letti in un “buco” di stanza, dove Ben e Gus aspettano i comandamenti di un’azione criminale. Pizzini calati dall’alto, istruzioni senza significato. Aspettano, dialogano nel loro linguaggio dialettale, foggiano Ben, duro, essenziale, alla disperata ricerca di un ordine che non torna in nessun modo; abruzzese Gus, stupito, tormentato, le interrogazioni che risuonano nel prolungamento delle vocali: aspettano, in un’attesa riempita di parole che tiene la violenza in un dialogare teso e scattante, costruito su ritmi in cui i silenzi contano quanto le battute.
Galano (Ben) e Angelucci Marino (Gus) si confrontano nuovamente con la scrittura pinteriana dopo la riuscita esperienza de “Il Guardiano” (2024), disegnando figure delinquenziali inquietanti e buffe. La vicenda è ambientata in Puglia, nella campagna di Cerignola. Ben è un killer foggiano, sicuro di sé e fintamente tranquillo nella situazione. Gus è un sicario abruzzese paranoico, indeciso, incerto e fastidioso. La scenografia (Cristiano Russo) racconta la stanza pinteriana in modo visionario ed estremo: una serra per pomodori, uno spazio chiuso, claustrofobico.