Due performance, due spazi, due coppie di performer si susseguono nella presentazione di due performance distinte che attivano gli spazi o sollevando memorie, come in BAIA, o scavando nel loro presente, in Sciooolto.
Due performance, due spazi, due coppie di performer si susseguono nella presentazione di due performance distinte che attivano gli spazi o sollevando memorie, come in BAIA, o scavando nel loro presente, in Sciooolto.
Spinte da un impellente bisogno di creare ed esprimersi insieme, Katerina Andreou e Mélissa Guex uniscono le loro voci e i loro corpi in una performance vibrante in cui l'urlo diventa un atto di trasformazione.
Esiste una machina mater? Un dispositivo votato alla cura e all'empatia a tutela dell'essere umano? Qual è il suo stato di salute oggi?
Due corpi attraversano lo spazio, guidati da traiettorie interiori. Si muovono costantemente da uno stato all’altro: tra introspezione ed esposizione, slancio estatico e sospensione, abbandono e resistenza.
Con una presenza intensa e una fine costruzione drammaturgica, Ambra Senatore porta in scena servendosi di danza e la parola parlata e cantata, un solo in cui è attraversata da vite di donne che i trovano in contesti di libertà negata
La fine di una storia d’amore che condanna il futuro e segna un’intera generazione. I miti continuano a vivere nei nostri gesti quotidiani: nella violenza, nel sacrificio, nell’amore.
“Il teatro è il luogo in cui si esperisce la vulnerabilità reciproca del guardare e dell’essere guardati” (Nicholas Ridout, 2006).
Selfless esplora uno specifico approccio all’improvvisazione live, mirando ad una fisicità contraddittoria, che emerga in una condizione svincolata dall’intenzione premeditata del gesto. Si mette in scena la crisi esistenziale di un corpo performante.
Sulla questione del dove Sul richiamo della sembianza Sulla domanda cui non so rispondere
La performance è un trittico che si svolgerà in 3 momenti diversi negli spazi verdi di Forte Marghera. Passato, presente e futuro saranno i protagonisti. Un gruppo di corpi attraversa lo spazio come una presenza ‘altra’.